Economia

Lo studio di fattibilità ha analizzato una varietà di elementi strutturali e di fenomeni connessi all’esistenza della Ciclovia Olona Lura. Questa sezione del sito individua i temi connessi alle politiche dello sviluppo economico e favorisce l’emersione delle relazioni di reciprocità tra tutti gli elementi coinvolti.

Economia dell’Olona Lura

INFO ciclovia olona lura-24La Ciclovia Olona-Lura interesserà direttamente 62 Comuni di tre Province, 10 comuni superano i 20.000 abitanti. L’ambito della ciclovia costiuisce un polo di attrazione per i cittadini stranieri, registrando un 12% di stranieri e 88% italiani.

Sono circa 236.950 le imprese presenti sul territorio dell’ambito della ciclovia, con una densità imprenditoriale pari al 11,06% della popolazione, dimostrando la grande attitudine all’imprenditorialità del territorio tra Milano, Varese e Como. Con una percentuale di 7,09% il tasso di disoccupazione si mantiene coerente con il dato regionale, mentre la zona limitrofa a Varese raggiunge tassi più elevati.

Su questo territorio il settore primario è di scarsa rilevanza, sia in termini di numero di occupati (che non superano l’1% del totale degli occupati) e ancor più in termini di imprese attive (lo 0,05% considerando i capoluoghi, lo 0,1% escludendoli). In termini di cicloturismo questo dato non è confortante, dal momento che si tratta di una tipologia di turismo anche rurale, che vede tra le richieste quella della disponibilità di prodotti agroalimentari tipici e sani.

Il settore secondario è decisamente più rilevante: con un numero di imprese attive pari al 27% del totale (il 15% con i capoluoghi), il settore secondario impiega il 34% del totale degli occupati (il 22% con i capoluoghi). I servizi, gli alberghi ed i ristoranti costituiscono il 4,5% del totale delle imprese attive.

Flussi turistici

INFO ciclovia olona lura-08La ciclovia, sviluppandosi su tre province, intercetta diversi paesaggi e luoghi ad elevato interesse, città di valore turistico e rilevanza storica.

Nel territorio di Varese il turismo rappresenta un settore in crescita, negli ultimi 10 anni (2004-2013) gli arrivi sono raddoppiati e le presenze sono aumentate del 69%. Appare consolidato il turismo business, nella parte centro sud della provincia, e quello sportivo in parte legato ai grandi eventi come i mondiali di ciclismo e canottaggio. Esiste una buona vocazione internazionale, nel 2014 il 56% degli arrivi è costituito da turisti stranieri. In particolare si tratta di tedeschi, statunitensi, francesi, olandesi, cinesi ed inglesi tra questi gli europei mostrano una presenza più elevata. La dotazione ricettiva può reggere un importante incremento dei flussi turistici, nel 2014 si registrano 1.678.596 presenze. L’86% delle notti viene spesa in albergo (il 67% in alberghi a 4 stelle). Tuttavia sui mercati internazionali Varese è una delle “piazze turistiche” lombarde meno promosse dai Tour Operator stranieri, tale criticità risiede nella difficoltà ad identificare in modo riconoscibile ed univoco il posizionamento di Varese.

Il territorio comasco rappresenta nel 2013 la quarta meta turistica della Lombardia in termini di arrivi turistici (dopo Milano, Brescia e Varese con il 7,5% del totale). I dati indicano un calo negli arrivi -2,7%. Nel 2013, i 100 alloggi e le 426 attività di servizi di ristorazione hanno fatturato rispettivamente 125.885.972€ e 160.847.117€. In sei anni (2008/2013) gli arrivi dei turisti stranieri sono aumentati del 30%, mentre il numero degli arrivi italiani è rimasto pressoché invariato (-0,92%). I principali paesi di provenienza dei turisti stranieri sono Germania, Inghilterra, Olanda, Svizzera, Stati Uniti e Francia. Questi turisti alloggiano prevalentemente in albergo (72%) e strutture complementari (26%), poco nei B&B (2%).

La provincia di Milano rappresenta nel 2013 la prima meta turistica della Lombardia per numero di arrivi con il 46,34% del totale. Sottraendo il capoluogo lombardo, la provincia influisce sugli arrivi lombardi per il 13,05%. Queste medie identificano la presenza di un notevole numero di turisti business. Il 55% è rappresentato da turisti stranieri, principalmente russi, francesi, statunitensi, cinesi e tedeschi. Il 91% delle notti viene trascorsa in albergo (il 60% nei 4 stelle). Nel 2014, i 687 alloggi e le 3.955 attività dei servizi di ristorazione hanno fatturato rispettivamente 2.167.346.331€ e 4.263.756.042€. Escludendo il capoluogo, i 108 alloggi e le 1.006 attività di ristorazione riportano un fatturato rispettivamente di 89.565.851€ e 818.444.125€.

Servizi Cicloturistici

Lungo la ciclovia si incontrano diversi tipi di servizi cicloturistici, per lo più generati da iniziative isolate, senza una forte interconnessione reciproca e senza una strategia specifica rivolta allo sviluppo del cicloturismo e di un brand unitario.

Nel territorio esiste una cultura ciclistica rilevante, come dimostrano le 89 Associazioni Sportive affiliate alla Federazione Ciclistica Italiana. Vi sono inoltre 7 sedi FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e una cinquantina di associazioni e iniziative pubbliche o private di vario tipo, che si focalizzano anche sulla promozione della mobilità ciclistica. Questa presenza associativa e sportiva ha consolidato l’emersione di un’imprenditorialità attiva nell’ambito ciclabile, si contano oltre 500 attività economiche nei comuni direttamente attraversati dalla ciclovia (qui è possibile osservare la mappa di maggior dettaglio).
Dei 1.184 esercizi di alloggio, 315 strutture mettono a disposizione del cliente il servizio di noleggio bici, ovvero il 27% del totale, ripartiti in maniera molto disomogenea: 236 nel milanese (di cui 196 a Milano), 28 nel varesotto, 51 nel comasco. Sono stati identificati anche 39 punti di noleggio bici, di cui 20 nel milanese (13 a Milano), 11 nel varesoto e 8 nel comasco.
Nella stessa zona sono presenti 99 esercizi di vendita o riparazione bici: 67 nei comuni della Provincia di Milano (53 a Milano), 23 nei comuni della Provincia di Varese e 9 nei comuni della Provincia di Como. Le 99 attività private vengono completate da nuove proposte di carattere per lo più associazionistico: ci sono 14 ciclofficine nel territorio, 11 di queste nel Comune di Milano, 1 a Legnano, 1 a Como e 1 a Varese (in fase di avviamento).
Per quanto riguarda agli accompagnatori cicloturistici, in questo momento sono presenti singole iniziative di natura diversa, non ancora messe a sistema. Infine, sono vari gli hotel nelle due Province che mettono a disposizione escursioni e/o guide cicloturistiche (queste ultime per lo più specializzate nel ciclismo su strada).

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Economia della Bicicletta

La bicicletta consolida e crea posti di lavoro in diversi settori, quali il turismo, la vendita e la riparazione di biciclette. In Europa il settore della bicicletta impiega oggi 665.000 lavoratori, la maggior parte dei quali (oltre 500.000) nel settore turistico. Se il numero di viaggi in bicicletta dovesse raddoppiare, l’indotto occupazionale supererebbe addirittura il milione di unità. In Italia ci sono circa 5 milioni di ciclisti che usano la bicicletta quotidianamente, pari all’8% della popolazione nazionale.
L’Italia rappresenta uno dei paesi all’avanguardia nella produzione di biciclette, essendo il primo produttore europeo di biciclette, grazie a una produzione di 2,6 milioni di biciclette all’anno e un export stimato in 1,7 milioni di esemplari. Il 2013 ha visto l’Italia registrare una crescita del 22% della produzione rispetto all’anno precedente; un risultato che in valore assoluto si colloca addirittura più in alto dei livelli pre-crisi. Il valore delle vendite riconducibili al comparto ciclistico è ammontato nel 2013 a un totale di circa 1 miliardo di euro.

Emerge in generale una stretta interrelazione tra lo sviluppo del sistema di ciclabilità e i dati economici riconducibili a questo settore: dove esistono infrastrutture reticolari che formano un sistema integrato, anche le vendite di biciclette, accessori, componentistica e abbigliamento presentano dati elevati. La Lombardia ricopre un ruolo di rilievo a livello nazionale, con un fatturato nel 2014 pari a 562,7 milioni di euro, il 19,5% del totale nazionale. Nelle tre province attraversate dalla Ciclovia Olona Lura si registrano 277 imprese con un fatturato complessivo di 285,6 milioni di euro, pari al 50% di quello regionale. Si osserva inoltre una marcata leadership di Milano; nonostante molte delle attività siano polarizzate nei capoluoghi, emerge anche una discreta vivacità nel tessuto produttivo provinciale.

Le geografie delle iniziative economiche ancorate alla ciclovia potranno però essere attivate su scala sicuramente superiore ai perimetri comunali direttamente attraversati, anche se questi risulteranno i principali beneficiari nei campi della ricezione, ristorazione, commercio e delle attività culturali. La Ciclovia Olona Lura potrebbe fungere da pretesto e “brand” per la nascita di una forte relazione tra queste imprese.

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